CONTRIBUTI PREVIDENZIALI NEL REGIME FORFETTARIO
Cosa sapete dei contributi previdenziali nel regime forfettario?
In questo articolo ve li spiegherò in modo semplice e diretto.
Nel regime forfettario i contributi previdenziali rappresentano l’unico costo che può essere dedotto dal reddito imponibile. Le regole sono le stesse previste per il regime ordinario. Ma di cosa si tratta esattamente?
Chi apre una partita IVA è sempre tenuto a versare contributi previdenziali, che variano in base alla tipologia di attività svolta: professionale, artigianale o commerciale.
I CONTRIBUTI DELLA GESTIONE SEPARATA
Se sei un professionista, al momento dell’apertura della partita IVA verrai automaticamente iscritto alla Gestione Separata INPS. In questa gestione andrai a versare circa il 26% sul reddito imponibile, calcolato come:
Reddito lordo × coefficiente di redditività.
Nel primo anno di dichiarazione dovrai versare:
-
il saldo (26% sul reddito imponibile dell’anno),
-
più due acconti per l’anno successivo, pari complessivamente a circa la metà del saldo.
Da ricordare: anche se sei già dipendente, per l’attività professionale con partita IVA sarai comunque tenuto a versare i contributi alla Gestione Separata INPS.
I CONTRIBUTI DELLA GESTIONE COMMERCIANTI E ARTIGIANI E LO SGRAVIO DEI CONTRIBUENTI IN REGIME FORFETTARIO
I contributi per le gestioni commercianti o artigiani aumentano ogni anno e ammontano a circa 1.150 € a trimestre, da versare tramite modello F24. Questi contributi vengono chiamati “fissi INPS”, ossia i contributi minimi che devono essere pagati anche in assenza di fatturato o incassi.
Chi opera in regime forfettario può richiedere una riduzione del 35% sui contributi fissi. In questo caso, però, ai fini pensionistici verranno accreditati solo 9 mesi di contributi invece che un anno intero.
Se il reddito netto (calcolato come reddito lordo × coefficiente di redditività) supera il minimale INPS, oltre ai contributi fissi sarà necessario versare un ulteriore 24% sulla parte eccedente.
Come per la Gestione Separata, anche qui, solo per i contributi eccedenti il minimale, sono previsti il saldo e gli acconti.
Il minimale viene aggiornato ogni anno: per il 2024 è stato fissato a 18.415 €.
Se, pur avendo richiesto la riduzione del 35%, il reddito netto supera tale soglia, l’importo versato a titolo di eccedenza può consentire comunque di raggiungere un anno intero di contribuzione.
Infine, chi è già dipendente e vuole aprire partita IVA deve comunicare all’INPS il numero di ore lavorate come dipendente. Sarà l’ente a stabilire se richiedere o meno il versamento dei contributi legati all’attività autonoma.
L’ULTERIORE SGRAVIO PER I PENSIONATI OVER 65 E LO SGRAVIO DEL 2025 DEL 50% – REQUISITI E CONDIZIONI
Se operi in regime forfettario e sei un pensionato over 65, hai la possibilità di richiedere all’INPS una riduzione del 50% dei contributi previdenziali.
Per il 2025 è stata introdotta inoltre una novità molto importante: i nuovi iscritti alle gestioni commercianti e artigianipotranno beneficiare, su richiesta, di una riduzione del 50% dei contributi per i primi tre anni di attività.
Dove poter trovare i modelli F24 relativi ai contributi FISSI per Artigiani e Commercianti?
Entra nel sito di INPS cliccando qui e accedi con il tuo SPID, dopo di che cerca CASSETTO COMMERCIANTI ( o artigiani).
Accedendo al cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, troverai, nella barra laterale sinistra, il menu “Posizione Assicurativa”. Cliccando su questa voce, verranno visualizzati gli F24 da utilizzare per il versamento dei contributi relativi all’annualità in corso.
Per approfondimenti e per gestire correttamente i pagamenti, è consigliabile rivolgersi al proprio consulente di fiducia, poiché qui non entreremo nei dettagli operativi.
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